Mostre

COSTELLAZIONE CAVALLINI

Il cinquecentesco Palazzo Baccin aprirà al pubblico dopo 25 anni, grazie a un recente intervento di restauro e sarà l’occasione per ospitare la mostra antologica di Alberto Cavallini. Le sale del palazzo vedranno un’ampia selezione di sculture fischianti prodotte negli ultimi trent’anni principalmente realizzate in terracotta, ma anche in grès e porcellana. Il percorso espositivo si snoderà attraverso un vero e proprio viaggio virtuale per conoscere la piccola costellazione che Cavallini aveva creato: oltre 100 opere dalle grandi steli ai minuscoli fischi da tasca. La mostra è un percorso che aiuta a capire meglio la sua ricerca artistica e le sue passioni: dalla storia dell’arte, alla storia dei santi, fino alla letteratura sia colta che popolare, dalla poesia italiana del novecento e alla poesia haiku giapponese. La sua attenzione ad appuntare curiosità e immagini del mondo era incredibile, le sue opere diventavano dei veri e propri taccuini dove fissare un ricordo, tramandare un segno, incidere una dedica.

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Nella foto, Gigliola e Silvano, terracotta, 2001

Palazzo Baccin
Via Munari, 36055 Nove VI

 

CeraMIX

Dopo essere state esposte per tutta l’estate ai Giardini Parolini, arrivano a Nove le 4 opere realizzate da 4 studenti di 5 licei artistici dell’area Pedemontana Veneta, che hanno partecipato al concorso di ceramica artistica CeraMIX: Angela Maggiotto, del liceo artistico “Carlo Rosselli” di Castelfranco Veneto (TV), ha realizzato la propria opera presso “Ceramiche Lorenzon” di Nove (VI); Vincenzo Cordasco, del liceo artistico “Michele Fanoli” di Cittadella (PD), ha lavorato presso “Ceramiche Il Gattopardo” di Cartigliano (VI); Elena Barison, del liceo artistico “Corradini” – Istituto d’Istruzione Superiore “G.B. Ferrari” di Este (PD), ha potuto contare sulla storica struttura aziendale di “Este Ceramiche Porcellane” di Este (PD); Lena Paolin infine, del liceo artistico “Giuseppe De Fabris” di Nove (VI), ha visto concretizzarsi il suo progetto presso “La Ceramica VBC” di Nove (VI).

L’iniziativa, ideata da Lampi Creativi, ha permesso la sinergia tra gli istituti e le realtà aziendali del territorio.
Una giuria qualificata ha scelto il vincitore del premio unico di 300 euro, il cui nome sarà reso noto durante la XX edizione della Festa della Ceramica – Portoni Aperti.

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Giardini Area Fuochi
Piazza De Fabris, 36055 Nove VI

 

Grand Tour della Ceramica Classica Italiana

Un’altra esposizione di particolare fascino è quella allestita in Sala De Fabris intitolata Grand Tour della Ceramica Classica Italiana. Un viaggio in Italia attraverso una selezione di ceramiche di gusto tradizionale scelte dalla collezione di rappresentanza di AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica. La mostra, curata da Jean Blanchaert, Viola Emaldi e Anty Pansera, si snoda attraverso manufatti unici realizzati a mano, secondo i principi stilistici e formali dell’artigianato artistico, nelle 37 città italiane di Antica Tradizione Ceramica.

Ognuna di queste è un centro ceramico di antica tradizione, che si distingue per usi, costumi, territorio espressi attraverso specifici linguaggi artistici. Le opere esposte sono riedizioni di pezzi storici o produzioni ispirate al gusto tradizionale, da oggetti di uso comune ad altri puramente decorativi: dall’Arcaico al tardo Medioevo, dal Rinascimento al Settecento, dal Neoclassico al Liberty, fino all’influsso del Design.

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Sala De Fabris
36055 Nove VI

 

Poetici Contrasti

L’antico fascino del Mulino Antonibon Barettoni Bortoli sarà interpretato dagli artisti Bianca Piva e Manuel Crestani con opere in porcellana e vetro, che dialogheranno con l’installazione di Silvia Stefani. Poetici contrasti sarà il titolo della rassegna, curata dall’Associazione Nove Terra di Ceramica, allestita in questo mulino dismesso che ancora una volta farà da contenitore ai linguaggi dell’arte contemporanea.

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Mulino Antonibon Barettoni Bortoli
Via Molino Vecchio, 36055 Nove VI

Carlo Sbisà. Ceramiche e sculture.

Il Museo Civico della Ceramica di Nove, oltre ad essere sempre aperto al pubblico durante i giorni della festa, accoglierà le opere di Carlo Sbisà.

La mostra, curata dal prof. Nico Stringa, documenta l’attività di uno dei protagonisti della stagione del Novecento italiano nazionale, un artista che partecipò assiduamente alle Biennali veneziane e a numerose rassegne di carattere internazionale. Carlo Sbisà, triestino, dopo l’affermazione artistica in ambito pittorico, con opere da cavalletto e affreschi realizzati soprattutto negli anni Trenta, nel secondo dopoguerra si dedica con sempre maggior interesse alla scultura, scegliendo la ceramica come linguaggio per realizzare opere autonome, ma anche veri e propri cicli decorativi, spesso in collaborazione con la moglie Mirella Schott, anch’essa pittrice e ceramista. La rassegna racconta le motivazioni artistiche, tecniche ma anche esistenziali che hanno caratterizzato tale svolta stilistica, e propone l’edizione di un catalogo completo delle opere scultoree.

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Nella foto, Carlo Sbisà, Forma spaziale, 1950 circa, terracotta maiolicata, Trieste, collezione privata.

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Nella foto, Carlo Sbisà, Base portalampada con mandolino e cesto di frutta (1947) ceramica decorata a terzo fuoco da Mirella Schott Sbisà, collezione privata.

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Nella foto, Carlo Sbisà, Composizione rossa a rettangoli (1961), terracotta maiolicata, collezione privata.

Museo Civico della Ceramica
Piazza Giuseppe de Fabris, 5, 36055 Nove VI
0424 829807
08 settembre – 10 dicembre 2017
Orari: dal martedì al sabato 10,00/13,00
Domenica e festivi: 14,30/18,30