Mostre

IL MUSEO DELLA CERAMICA “GIUSEPPE DE FABRIS” DI NOVE

Il Museo Civico della Ceramica, inaugurato nel 1995, ha sede nell’elegante palazzo che fino a qualche anno fa ospitava il locale Istituto d’Arte per la Ceramica.
La collezione, ripartita per epoche, documenta ampiamente la storia della ceramica veneta, novese e vicentina in particolare, dal ‘700 ai nostri giorni, oltre a presentare alcuni interessanti oggetti di epoche precedenti. Il patrimonio artistico conservato presso il museo viene impreziosito dalla interessantissima collezione di fischietti generosamente donata da Nino Athos Cassanelli. Sono oggetti provenienti da tutto il mondo che permettono di creare una prima sezione espositiva specifica su questi simpatici manufatti, che da sempre hanno attratto e coinvolto eccezionali artisti e artigiani italiani e stranieri. Il percorso museale si articola su tre piani, iniziando dall’alto con le ceramiche più antiche, procedendo con la sezione dedicata all’Ottocento al primo piano, per ultimare il percorso al pianoterra con le opere del XX secolo fino ai nostri giorni, con uno sguardo alla contemporaneità.
Il Museo elabora percorsi didattici e laboratori per gruppi e scolaresche in base alle esigenze di alunni, docenti e programma scolastico.

Sabato 8 e domenica 9 settembre orari Portoni Aperti

Su prenotazione: tel. 0424/597550 int.5, e-mail museo@comune.nove.vi.it

 

Foto di Elena Agosti

Foto di Elena Agosti

Man. Viero, Grande vaso in maiolica con decoro policromo a granfuoco, ultimo quarto dell’800

DA VEDERE IN MUSEO:

Il Contemporaneo: esposizione dal Deposito Permanente dell’Ente Fiera di Vicenza ed i maestri del ‘900

Tra le ceramiche del ‘900 merita una menzione particolare il nucleo di ceramiche contemporanee, concesso in deposito permanente dall’Ente Fiera di Vicenza al Museo, costituito da circa trecento manufatti premiati ai vari concorsi del Salone Internazionale della Ceramica dal 1949 al 1975. Dal 1947 a Nove fu organizzata la mostra della Ceramica, a cura dei celebri artisti Andrea Parini e Giovanni Petucco. Nel 1948 tale evento venne trasferito all’interno della Fiera di Vicenza divenendo il “Premio Esportazione”, accanto al “Premio Nove”, che continuerà fino al 1957, divenendo poi “Premio Palladio”. L’opera che di maggior rilievo è certamente il Grande Vaso con nudi femminili di Pablo Picasso del 1950, ma di grande valore anche i pannelli di Cesare Sartori, Roberto Rigon, Pompeo Pianezzola e Giovanni Petucco. Oltre alle opere dell’Ente Fiera, sempre al piano terra del museo, hanno ritrovato luce anche pezzi di alcuni Maestri del ‘900, coloro che hanno rivoluzionato la visione e la produzione della ceramica a Nove nel secondo dopoguerra. Artisti, maestri ed abili artigiani come Andrea Parini, Giovanni Petucco, Federico Bonaldi, Alessio Tasca, Lee Babel, Cesare Sartori, Giuseppe Lucietti e Romano Carotti. Queste opere rappresentano il nucleo fondante della collezione del Contemporaneo del museo di Nove.

Pablo Picasso, Grande vaso con nudi femminili, 1950

Giovanni Petucco, Figura Acefala, 1950

Cesare Sartori, Il mestiere del ceramista, 1951

Cuchi ed arcicuchi, una nuova collocazione

Si allarga la collezione dei cuchi del museo, che ha come nucleo fondante la Collezione di Nino Athos Cassanelli (c.a. 1300 pezzi), ma che, grazie a nuove donazioni, necessitava di nuovi spazi espositivi.
I Cuchi sono degli oggetti zoomorfi fischianti, nella tradizione novese sono spesso cavalcati da soldati napoleonici per ricordare le scorribande subite. Il cuco è probabilmente il primo giocattolo sonoro dell’antichità, lo si trova nelle civiltà più remote, in forme diversissime, frutto di ingegnosità e fantasia di abili modellatori. Grazie allo stimolo dato dal direttore del Museo Civico di Vicenza degli anni ’60, il dott. Gino Barioli, è iniziata la produzione di Arcicuchi, cuchi di notevoli dimensioni, provvisti di numerosi fischietti di varia modulazione sonora, inseriti in un’unica camera d’aria con la funzione di cassa armonica. La tradizione di produrre Cuchi e Arcicuchi si è tramandata nel tempo, modificata e rivisitata nella forma, nelle decoro e nei soggetti.

Andrea Parini, Cucca a soggetto greco Ettore e Menealo, 1957

Federico Bonaldi, Collezione Cuchi del Museo

Giulia e Giulio, un anno di lavori con la Borsa di studio “Marchese Giuseppe Roi”

In esposizione le opere realizzate da Giulia Perin e Giulio Polloniato, vincitori della Borsa di studio “Marchese Giuseppe Roi” per il perfezionamento in metodologie e tecniche applicate all’arte della ceramica tradizionale veneta, dal ‘700 ad oggi, conclusa dopo un anno di studio a maggio 2018. L’esposizione è ospitata all’interno della vetrina realizzata nel 1925 dall’abile ceramista ed ebanista Gianbattista Minghetti, direttore della Regia Scuola d’Arte di Nove, che la realizzò per esporre i migliori lavori degli studenti e le prime opere del museo. Una mostra ed una location che vogliono essere di buon auspicio a questi due giovani artisti che già si stanno facendo conoscere a livello nazionale, divulgando un nuovo gusto per il decoro rilanciando l’arte ceramica novese.

LA FABBRICA DEI TOSI

Una mostra sulla storica manifattura che ha caratterizzato la storia della produzione ceramica di Nove dagli anni ’20 agli anni ’70: la “Fabbrica dei tosi”, nata negli anni ‘20 dai tre amici Sebastiano Zanolli, Teodoro Sebelin ed Alessandro Zarpellon, in un periodo favorevole, in cui il benessere diffuso cresceva e l’esportazione della ceramica si stava riprendendo dopo la crisi seguita alla Prima Guerra Mondiale. I tre soci acquistarono Palazzo Baccin e vi trasferirono la loro manifattura, era il 24 luglio 1922. Nel 1923 Teodoro “Doro” Sebelin realizzò il fregio in terraglia dipinta e invetriata, ancor oggi simbolo di Nove. La manifattura produceva ceramiche artistiche e moderne, spaziando dalle forme barocche a motivi liberty e déco. Identitaria la produzione di figurette di ispirazione alpina e la produzione esclusiva per le Olimpiadi Invernali del 1932 a Cortina, nonché le figure in costumi tipici europei, le composizioni scherzose con cani umanizzati, e le figure, soprattutto femminili, ispirate alla moda contemporanea. I modelli di Doro si distinsero per la modernità interpretativa ed il gusto liberty. Nella seconda metà degli anni ’50 la manifattura conobbe una nuova luce grazie alla collaborazione con designer e ceramisti, come Pompeo Pianezzola, che si dedicò alla produzione di piastrelle e complementi d’arredo, caratterizzati da forme essenziali e decori lineari eseguiti con smalti vividi. La sinergia creativa portò alla vincita del Premio Palladio nel 1962 e nel 1973. Con l’attuale denominazione di Zanolli Ceramiche Artistiche s.r.l., la ditta è arrivata alla terza generazione e vanta ancora una produzione di ceramiche esclusive e di pregiate piastrelle artigianali.

A cura di Elena Agosti

Palazzo Baccin

Inaugurazione sabato 8 settembre ore 11:30

sabato 8 settembre e domenica 9 settembre orari Portoni Aperti

15-16, 22-23, 29-30 settembre: sabato 10.00-13.00; domenica 14.30-18.30

 

Trascrizione del Patrimonio in Ceramica Contemporanea

Mostra tematica di ceramisti croati della sezione Ceramiche, vetro e porcellana di ULUPUH
La mostra è stata realizzata con il patrocinio del Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia.

 

Il progetto “Trascrizione del patrimonio in ceramica contemporanea” è realizzato dall’associazione ULUPUH per la ceramica, il vetro e la porcellana, ed unisce i molti artisti che sostengono consapevolmente, socialmente, attivamente e creativamente la tutela e la conservazione del Patrimonio. L’argomento della ricchezza culturale è stato un motivo concettuale stimolante, soprattutto per gli artisti che lavorano nell’ambito della ceramica contemporanea, hanno lavorato presentando una serie di motivi di eredità culturale croata visivamente trascritti in storie, testi, concetti e simboli. Presentano interpretazioni visive contemporanee di messaggi morfologici e semantici selezionati da documenti storici, archeologici, etnografici (“nativi”) e da altre testimonianze del patrimonio culturale croato tangibile e intangibile. “Trascrizione” deriva dal latino e significa copiare, tradurre, trascrivere. Significa il trasferimento dei dati da un sistema all’altro, o meglio la traduzione dei dati da un formato all’altro. Partendo dal presupposto che il trasferimento includa l’adattamento delle leggi linguistiche e morfologiche dei nuovi media e del nuovo sistema, questa trascrizione non è semplicemente copia o replica, ma crea un nuovo discorso da sedimenti preesistenti.
Il materiale ceramico è combinato con altri, come vuole l’arte contemporanea, che favorisce la combinazione di materiali diversi ed anche di immondizia, ma anche plastica, vetro, filo, legno, detriti e oggetti trovati, riciclati e non. Sculture di edifici ed oggetti, composizioni spaziali, assemblaggi, installazioni, land art. In mostra 21 artisti sotto la curatela di Višnja Slavica Gabout e il coordinamento e la collaborazione di Danijela Pičuljan.
Il 2018 è l’anno del patrimonio culturale europeo, un contesto importante per questa mostra che ci ribadisce la sua importanza e la sua continua necessità di promozione.

Inaugurazione venerdì 7 settembre alle 18:00

Dal 7 al 9 settembre 2018 Sala G. De Fabris – orario Portoni Aperti

 

Di terra in terra

“Di terra in terra” è il titolo della mostra che verrà allestita nei suggestivi spazi del Mulino Ex Antonibon Bortoli, durante la Festa della Ceramica di Nove. Il maestro artigiano ligure Marcello Manuzza dialogherà con le opere di Guido Garbarino, originario di Sassello (SV). Nei lavori di Manuzza strutture e nuove figurazioni seguono schemi compositivi e forme cariche di intensa valenza cromatica, arricchite da iridescenze e sfumature particolari. I manufatti di Garbarino invece fanno trasparire la profonda passione per la lavorazione della ceramica, la continua ricerca di forni sperimentali e il ritorno ad antiche tecniche di cottura.
L’esposizione è stata curata dall’Associazione Nove Terre di Ceramica che promuove incontri tra culture e diversità espressive nel campo ceramico a livello nazionale ed europeo da oltre trent’anni. È attiva con corsi di divulgazione di questa antica arte, dove autentici Maestri Ceramisti tramandano con passione tutte le affascinanti lavorazioni, dalla foggiatura alla pittura, rivolgendosi ad appassionati di ogni età ma anche, e soprattutto, a giovani e bambini, direttamente nelle scuole, o formando il loro insegnanti. Collaborano con l’associazione anche i Cucari Veneti e gli Amici del Museo.

Mulino Ex Antonibon Bortoli

Inaugurazione sabato 8 settembre ore 10.30

8-9 settembre orario portoni orari Portoni Aperti

15-16 e 22-23 settembre 10.00-12.30, 16.00-18.30. Altri giorni su appuntamento al 342 5858662.

 

FACE

FACE è l’acronimo di Fiorenza, Andrea, Cristina ed Elvira: quattro artiste in un opera unica, tanti piccoli tasselli che assemblati formano una coperta, un macro tema che coinvolge tutti gli stadi della vita, dalla nascita, alla morte. Il primo impatto è emozionale, evoca quel profumo di bucato, di lenzuola stese al sole, ma il materiale di cui è composta, la ceramica, la rende dura e pesante.
Fiorenza nei suoi tasselli scrive numeri, Andrea crea gettoni, Cristina indaga l’intimità dello sguardo mentre Elvira l’identità attraverso le impronte dentali. Una trapunta che indaga la soggettività delle relazioni e la spersonificazione della società. A cura di Elena Agosti, allestimento di Oscar Dominguez in collaborazione con l’Ente Ceramica Faenza.

Manifattura Barettoni

Inaugurazione sabato 8 settembre ore 10,00

Sabato 8 e domenica 9 settembre – orari Portoni Aperti

LINA ZENERE

Lina Zenere, diplomata maestra d’arte presso l’Istituto Statale di Nove sotto la guida dei professori Pompeo Pianezzola, Alessio Tasca e Cesare Sartori. La sua espressione artistica, attraverso dipinti, pannelli musivi, ceramiche raku e vetri colorati, mostra una rinnovata creatività nella trasformazione della materia trasferendovi gli echi profondi degli stati d’animo personali senza però tralasciare l’impulso volitivo e indagatore della ricercatrice.
In occasione dei Portoni Aperti a Nove, esporrà presso gli spazi di Vettorazzo Luigi Ex Ceramiche Carraro.

Restauro Ligneo – Arredi vintage e industriali Vettorazzo Luigi – via Silanello 20/6 Nove – orari Portoni Aperti